eretico ben cotto

by Fabio Massimo Franceschelli – cinema, teatro, politica, arte, società

Sono indignato e me ne sto a casa

Sono indignato da sempre, sono indignato da 48 anni, sono nato indignato. Mi indigna l’ingiustizia, la povertà, l’inciviltà, l’ignoranza, il razzismo, mi indigna Silvio Berlusconi e il suo governo, mi indigna la nostra classe politica, mi indigna l’alta borghesia cattolica, mi indigna chi non paga le tasse, chi non rispetta la fila, chi sorpassa a destra, chi pensa che i diritti ci siano stati regalati, chi dice “io non sono razzista MA…”, chi dice “tanto so’ tutti uguali”, mi indigna il clericalismo, il bigottismo, il paternalismo, le mafie, le lobby, le cricche, gli amici degli amici, mi indigna chi parla senza sapere di cosa parla. Oggi me ne sto a casa, la grande manifestazione romana degli “indignati” non mi interessa, non mi convince, non ha per me nessun “appeal”. Non che snobbi la piazza, tutt’altro, non che non capisca che democrazia è partecipazione, no, niente di tutto questo. Ero al Circo Massimo con Cofferati quando si trattava di difendere l’articolo 18, ed ero alle calcagna degli scettici quando si trattava di portarli al referendum sull’acqua pubblica e sul nucleare. E’ che se devo lottare su un tema chiaro, preciso, che ci porta ad un obbiettivo immediato, allora ci sono, altrimenti…
Che cos’è questa odierna marcia degli indignati? Soprattutto cos’è nella versione italiana? La tardiva adesione ad una bella moda nata mesi fa in Spagna e poi esportata a New York? Oppure, più probabilmente, l’ennesimo abito che indossa il variegato popolo della sinistra italiana, quella che schifa la propria versione parlamentare e che di volta in volta si fa no-global, e poi girotondina, e poi grillina, e poi no-tav, e poi viola? Almeno qui in Italia credo sia soprattutto questo, e non mi interessano più questi stanchi rituali identitari. Si va in piazza per prendersela con Draghi? Mah! Si va in piazza per prendersela con le banche e con il sistema economico mondiale? Arimah! Allora perché non un bel corteo contro il cancro o contro la morte? Vabbe’ non voglio essere provocatorio, cari compagni scendete in piazza, protestate, fate quel che volete, vi rispetto ma non mi convincete proprio. Conosco tra voi troppi “fighetti”, figli di papà e con smartphone di ultima generazione, fare i rivoluzionari, parlare di “altri mondi possibili”… non mi interessano e mi indignano (leggasi “mi stanno sulle palle”). Compagno di scuola, compagno per niente, ti salverai o entrerai in banca pure tu?

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3 commenti su “Sono indignato e me ne sto a casa

  1. Lova
    ottobre 15, 2011

    Io non vi capisco. Ma che si deve fare se non scendere in piazza?!
    Com’è possibile organizzare una manifestazione e pretendere che non ci siano i figli di papà, i finti rivoluzionari con l’i-Phone (ammesso che questa sia una condizione vincolante per lo status di “fighetto”), gli infiltrati neo-fascisti… Transenniamo la piazza e mettiamo i buttafuori, tipo.

    Cioè ragà, io non capisco proprio perché ad ogni santa manifestazione, ogni santa volta che si cerca di organizzare qualcosa di grande perché tutti quanti NON CE LA FACCIAMO PIU’, ci devono sempre essere i polemici e quelli che dicono “Io non vengo perché sono stufo”. Ma che ragionamento è?! Vacci e cambialo tu il trend!

    Scusa eh, ma anche a me non piacciono tantissime cose, non mi piace la nostra pseudo-sinistra, non mi piace quando a manifestare c’è gente che non sa nemmeno perché lo fa, non mi piace quando si scende in piazza solo per poi mettere le foto su FB.
    Però ci vado! Perché io non sono così, e voglio provare a dimostrare che c’è gente differente. E probabilmente lo saresti anche tu.

    • Claudio Di Loreto
      ottobre 15, 2011

      lova: conosco fabio da una trentina d’anni… da quando, ai tempi di scuola, ci indignavamo insieme epperò spesso scazziamo quando confrontiamo le nostre opinioni.
      mai come questa volta mi sento daccordo con lui. se proprio devo gridare un NON CE LA FACCIO PIU’ voglio gridarlo contro un obiettivo preciso. allora sì che sento di condividere qualcosa… altrimenti rischia di rimanere solo fuffa e nella fuffa i fighetti e figlidipapàconlosmarphone prolificano e si sentono nel loro ambiente naturale. odio i voltagabbana ma odio ancora di più quella pseudo sinistra che un giorno è grillina, un giorno viola, un giorno indigniata e sai te domani cosa sarà… :-\

      • Lova
        ottobre 15, 2011

        Ma io infatti non mi identifico con la sinistra fighetta che abbiamo ora, tutto fumo e niente arrosto. Io so che mi fa schifo quello che succede oggi in Italia. Mi fa SCHIFO. E che sia uno schifo viola o indignato, non mi interessa. Io voglio manifestare il mio disgusto. E non voglio farlo sempre e solo con frasi scritte su internet che quasi mai vengono lette da chi dovrebbe leggerle.
        Sono reduce da Piazza San Giovanni, quindi puoi capire come sto avvelenata.

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Questa voce è stata pubblicata il ottobre 15, 2011 da in politica, riflessioni, società con tag , .

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Non c'è niente da esprimere, niente con cui esprimere, nessuna capacità di esprimere, nessun desiderio di esprimere, insieme all'obbligo di esprimere [Samuel Beckett]

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