eretico ben cotto

by Fabio Massimo Franceschelli – cinema, teatro, politica, arte, società

Invidia (racconti del venerdì #6)

Seduta nel foyer del piccolo teatro, Adele teneva d’occhio la donna in piedi in fila al botteghino. Poco distante da lei, in piedi, conversava con due uomini giovani, forse attori o studenti universitari. I capelli le ricadevano lisci e lucidi sopra le spalle. Indossava una giacca di lana colorata, gli occhi erano truccati di azzurro e aveva passato il lucidalabbra sulla labbra. Era sui trentacinque, di carnagione chiara. Era arrivata da sola e si era messa in fila. I due uomini, subito dietro di lei, le avevano rivolto la parola. Lei aveva risposto. In breve erano insieme a fare la fila. La donna teneva in mano un pacchetto di sigarette e un accendino. Dopo aver ritirato il biglietto, un ridotto, andò fuori a fumare. Gli uomini la seguirono. Sembrava una cosa facile e impossibile allo stesso tempo. Adele non toccava una sigaretta in pubblico dalla primavera dell’ 74, quando lui le aveva detto quando fumi sembri una scimmia ammaestrata. Linda Costantino tirava una sigaretta dietro l’altra e lui le moriva dietro. La battuta, era stata sganciata a tradimento negli spogliatoi della palestra, subito dopo l’ora di educazione fisica. Adele, un bersaglio facile a quel tipo di battute, non aveva avuto modo di ribattere. Linda Costantino era esplosa in una risata piena di promesse, senza una vera intenzione di ferirla. Quando in piena notte, nell’estate dell’84, Linda Costantino era andata a schiantarsi sulla statale con la sua Micra Magenta, solo allora, Adele aveva ritenuto chiusa la questione. Si sbagliava. In sala le luci di spensero. Adele prese posto in platea, tre file dietro la donna con i capelli lisci e rossi. Dietro il sipario gli attori risero in maniera forzata per dare inizio all’azione. A spettacolo concluso Adele stringeva ancora tra le mani il biglietto, che aveva pagato per intero. Linda era seduta tre file avanti a lei. Aveva fumato una sigaretta sotto la pioggia e aveva preso accordi per la cena, con uomini giovani conosciuti da poco e per caso, ma facilmente. A fine spettacolo uscì per prima. Gli uomini la seguirono e così fece Adele, restando ferma al suo posto, per tutto il resto di quella lunga notte.

Racconto di Emanuela Cocco (http://www.franzbiberkoff.it/)

Annunci

Un commento su “Invidia (racconti del venerdì #6)

  1. Livio Romano
    ottobre 28, 2011

    Wow, bellissimo!

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

Informazione

Questa voce è stata pubblicata il ottobre 28, 2011 da in letteratura, racconti con tag , , .

Blog Stats

  • 11,656 hits

contatti

MEMENTO

Non c'è niente da esprimere, niente con cui esprimere, nessuna capacità di esprimere, nessun desiderio di esprimere, insieme all'obbligo di esprimere [Samuel Beckett]

Categorie

Enter your email address to follow this blog and receive notifications of new posts by email.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: