eretico ben cotto

by Fabio Massimo Franceschelli – cinema, teatro, politica, arte, società

Il Governo dei “Bravi Ragazzi”

Enrico Letta e Angelino Alfano

Enrico Letta e Angelino Alfano

Il governo dei “bravi ragazzi” nasce marchiato dal segno ingombrante di un peccato originale, quello del compromesso. Il compromesso, che è indice di moderazione ed equilibrio e che qualcuno può legittimamente tradurre con “inciucio”, giustifica e garantisce l’aggettivo qualificativo “bravi”. Sono bravi in quanto non litigano ma collaborano, non si prevaricano a vicenda ma cooperano per il bene comune (loro e del Paese). Sono, quindi, bravi.

Che poi siano anche “ragazzi” è un dato di fatto, trattandosi di un governo con età media molto bassa, forse non la più bassa della storia repubblicana ma comunque appena sotto i 53 anni (quando quella del precedente Governo Monti era di 64). Inoltre presenta altri aspetti di “giovanile freschezza” quali l’elevata presenza di donne (ben 7), l’assenza dei vecchi “big” della politica nostrana, alcuni interessanti tecnici-politici – come la democratica Josefa Idem, ex campionessa di canoa al Ministero dello Sport e Politiche Giovanili; il democratico (dalemiano) Massimo Bray, intellettuale ed esperto operatore culturale al Ministero dei Beni Culturali; la democratica Cécile Kyenge, medico di origini congolesi con ampie competenze in tema di  immigrati e primo ministro di colore nella storia repubblicana, al Ministero per l’Integrazione. Queste le novità, in qualche modo connaturate al loro status di “ragazzi”.

Il compromesso che li ha fatti nascere e che li rende “bravi” agli occhi dei loro genitori sminuisce, o quasi contraddice, comunque limita, l’esercizio della loro naturale carica giovanile: non potranno essere (ammesso che lo vogliano) “bad boys” ma solo, appunto, “bravi ragazzi”, figli dell’apparato che li ha generati e che ancora gli dà la “paghetta”, apparato che non mancherà di intervenire severo qualora qualcuno di loro dovesse tradire la fiducia dei padri iniziando magari a frequentare cattive compagnie (come i giudici, ad esempio). La “bassa intensità politica” di questo governo ne testimonia anche la debolezza e la fiducia condizionata, quindi non aspettiamoci alcuna rivoluzione da questi bravi ragazzi. Una nuova leggina elettorale e, se ci dice bene, il superamento in Costituzione del bicameralismo perfetto… sarebbe già molto.

Il Governo dei bravi ragazzi è anche l’ennesimo capolavoro politico di nonno Giorgio, uomo di cui si può dire tutto e tutto si è detto e tutto si dirà, ma a cui non si può non riconoscere un eccezionale pragmatismo politico. Interprete fedele del ruolo di arbitro, nonché di supremo difensore della serenità nazionale, il Presidente comprende più di tutti che il bipolarismo italiano produce solo stallo, che nessuna parte prevale sull’altra, e che ventennali nemici (veri o di facciata che siano) non possono pubblicamente “inciuciarsi” – d’altronde, si sa, l’inciucio è un accordo sottobanco, non pubblico. Quindi tiene buone le prime linee e manda avanti le seconde, seconde linee che per un anno e mezzo sono stati i “tecnici” e che oggi sono i giovani politici, solidali quest’ultimi in nome di una comune avanzata generazionale. Insomma, Napolitano prende ancora tempo, rimanda quello scontro finale e definitivo, potenzialmente distruttivo, tra berlusconismo e antiberlusconismo, scontro finale che non c’è ancora stato e che forse a questo punto mai ci sarà, verrà diluito e depotenziato dall’incedere della Storia, dall’apparire di nuove priorità, di nuove contrapposizioni, di nuovi “ismi” e “antiismi”.

Il Governo dei bravi ragazzi, in definitiva, è un abile ed esteticamente efficace lifting dell’immagine di un vecchio apparato messo alle strette da un’evidente contingenza che non gli consente più di replicare i soliti format. Apparato, inoltre, fortemente in imbarazzo a causa del clamoroso ringiovanimento anagrafico del Parlamento sancito dalle recenti elezioni politiche, e che ha riguardato non solo il M5S ma un po’ tutti i partiti. Ringiovanimento clamoroso nei numeri ma anche ovvio e scontato, e ringiovanimento che non significa necessariamente “profondo cambiamento”, figuriamoci “rivoluzione”.

Nessuna rivoluzione verrà dal duo Alfano-Letta, figlio politico di Berlusconi il primo, nipote naturale di Gianni Letta il secondo, ed entrambi di origine democristiana. Il problema è che di rivoluzioni ne avremmo bisogno in Italia ma di imminenti e promettenti rivoluzioni non ce n’è traccia in giro, o almeno io non le vedo. L’eventuale scissione PD con la nascita di un nuovo soggetto politico di sinistra – si favoleggia di un Partito del Lavoro – non avrebbe nulla di rivoluzionario ma sarebbe solo la conquista di ufficiale visibilità da parte di un segmento PD da sempre ostile ai compromessi, tattici o programmatici, nonché l’ennesima riproposizione di istanze socialisteggianti sempre benvenute per quel che mi riguarda, ma evidentemente immiserite da impostazioni e prospettive irrelate, localistiche, corporative. Né sembrano promettere rivoluzioni i primi passi del M5S, movimento per ora molto confuso e a volte troppo simile ai partiti che vorrebbe distruggere. La loro lotta contro la casta e le ruberie dei politici è importantissima ma non genera modifiche strutturali, non incide sull’occupazione o sulla ripartizione del reddito, non cambia la realtà di un’Italia non più in grado di produrre lavoro, valore, eccellenze. In quanto alla democrazia diretta, probabilmente sarà la forma partecipativa di un futuro eccessivamente lontano dai nostri giorni.

Annunci

Un commento su “Il Governo dei “Bravi Ragazzi”

  1. franzbiberkoff
    aprile 29, 2013

    Vorrei lasciare l’Italia tanto so essere vere queste parole

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

Blog Stats

  • 11,656 hits

contatti

MEMENTO

Non c'è niente da esprimere, niente con cui esprimere, nessuna capacità di esprimere, nessun desiderio di esprimere, insieme all'obbligo di esprimere [Samuel Beckett]

Categorie

Enter your email address to follow this blog and receive notifications of new posts by email.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: